Il Bocconiano

3 Nov

Precisiamo: il bocconiano è una specie rarissima per la clientela tipo di Trenord – ATM.

Il Bocconiano c’ha il grano e come minimo si e’ trasferito in città il giorno stesso in cui ha presentato domanda di iscrizione all’ Università dei mega manager.

Frequenta le lezioni in impeccabile Paul Smith celato da un intramontabile trench Burberry, e se indossa jeans, si tratta di EA sfoggiati solo con un paio di Tod’s scamosciate ai piedi, rosse d’inverno e biscotto in estate (taac!).

Il look patinatissimo, tuttavia, non è il solo indizio che porta a marchiare un pendolare come bocconiano: basta ascoltare poche parole dei suoi discorsi per riconoscere il suo argomento principe, ovvero, i soldi.

Questa mattina ho avuto il piacere di viaggiare a fianco di una coppia di bocconiani junior, ancora un po’ goffi nel loro completo blu e nella scarpa stringata, ma già con l’atteggiamento sicuro e vagamente infastidito che contraddistingue questa specie.

Per tutti i 30 minuti di supplizio, passati con l’ ansia che qualcuno potesse vederli scendere da un treno pendolari (loro) e con la voglia di chiudere loro la bocca con una scarpa (io), i due ventenni hanno ripetuto la lezione prima di un esame.

Ma attenzione, non immaginatevi lo studente con librone sottolineato in mille colori che parla cantilenando al compagno. Il bocconiano studia solo su supporti multimediali e non ripete la lezione, la spiega.

Uno insegnava all’altro come investire i soldi del papi – se mai fosse cosi scemo da darteli, penso io – sparandogli decine di definizioni appena imparate a memoria circa i derivati, gli ETF, cartolarizzazioni e tutta una serie di vaneggiamenti culminati in un discorso del tipo “ma la crisi mica esiste dai, cioè quelli che non mangiano son conciati cosi perché non lavorano”.

Oh. My.Gosh.

Vai che oggi ti danno un 30 per il pensiero profondo.

Io ti darei 30 calci nel culo.

Ma poi mi si appanna il nuovissimo stivale nero You Young Coveri scovato on-line Ultimo Numero e col cavolo che lo rovino sul tuo Paul Smith!

La Metamorfosi

25 Ott

Lunedì mattina, un momento tragico per ogni pendolare. Naturalmente in ritardo, mi approprio dell’ultimo posto libero di una pienissima carrozza, di fronte ad una ragazza più assonnata di me. Pallidissima, mollettone in testa, scarpe maschili bicolori portate con un calzino nero a pois bianchi (ti prego).

Penso subito, questa soffre il lunedì mattina più di me; zero tacco, zero trucco e zero pettinatura, non sarei stupita di accorgermi che la maglia che porta sotto la giacca sia quella del pigiama.Voto al look: zero assoluto (non poteva essere altrimenti!).

Nel giro di un paio di minuti, la ragazza estrae dalla borsa un tubetto azzurro dall’aria vagamente familiare…beccato, è il fantastico Boi-ing, correttore miracoloso di Benefit per il quale mia sorella ucciderebbe.

E allora capisco immediatamente il soggetto (nonostante la nebbia da lunedì mattina, si accende un lumicino).

Non si tratta di una super sciatta acqua e sapone come il mollettone vorrebbe far intendere: signore e signori, siamo davanti ad un tipico esemplare di pendolare sfrutto-tutto-per-il-trucco, in altre parole colei che si presenta in stazione esattamente com’è rotolata giù da letto ma capace di un’ammirevole metamorfosi durante i 30 minuti di viaggio verso Milano, dove approda pronta per un set fotografico.

Ed eccola, infatti, partire dall’applicazione di una generosissima dose di Boi-ing sotto gli occhi e via di picchiettii ritmici e frenetici finché non ha coperto mezza faccia (era una dose proprio generosa). Spuntano un pennello per dare colore al volto e un blush in stick molto interessante (che ahimè non riconosco…colpa della nebbia da lunedì mattina lo ammetto!) e già la mia dirimpettaia ha cambiato faccia, cioè perlomeno sembra viva.

Ora tira fuori una micro pallette di ombretti, e quando la vedo impugnare quegli pseudo – applicatori che vengono di norma rifilati insieme agli ombretti, sorge in me un guizzo di empatia.

Quei cosini infernali finiscono sempre nei posti più impensabili, siccome si catapultano fuori dalla pallette non appena viene aperta, ricoperti di insulti e poi miseramente frantumati da una scarpa o peggio ancora schiacciati sotto la porta…Mi distraggo al pensiero dello stato dei miei ombretti e per qualche minuto non seguo più le operazioni di restauro in atto davanti  a me.

Saronno, il treno rallenta, alzo gli occhi: wowowowow chi è questa gnocca?

Impegnata ad applicare il mascara nero, non si accorge del mio stupore nel costatare che la prestigiatrice è riuscita a produrre un bellissimo trucco giorno beige-marrone con tanto di definizione riga sotto gli occhi con ombretto scuro. Inarrestabile, scioglie i capelli rivelando un trendissimo taglio stile Valentina di Crepax che le incornicia perfettamente il viso e che, soprattutto, è perfetto nonostante la strizzata nel mollettone (ma come cavolo fa??).

Devo dire che l’impressione generale, alle porte di Cadorna, è ottima.

E che mia sorella ha tutte le ragioni di essere cosi gelosa del suo Boi-ing.

La nostra struccata meriterebbe un 7 se non fosse  per quel calzino a pois davvero incomprensibile….carissima, se stai leggendo questo blog, buttalo via immediatamente e piazzati su un tacco puoi farcela!

Moda&Modi dei pendolari Milanesi

22 Ott

Milano, capitale della moda italiana. Milano, nei cui vicoli e viali si riversa ogni giorno 1 milione di pendolari provenienti da tutta la regione e oltre.Per ogni pendolare milanese, quel milione di persone viaggia in blocco sul treno sul quale sta cercando di salire per raggiungere la propria destinazione in città.

Per me, la metà di loro rende onore al titolo della fashion city in cui lavorano o studiano. L’altra metà, invece, si veste da schifo. Avete mai pensato a quante sono 1 milione di persone? Portano 2 milioni di scarpe, migliaia di borse, di cravatte, di cinture e di camicie.

E come sono scelti questi milioni di outfits che ogni giorno ammiriamo nelle persone appese al tram accanto a noi? Il pendolare ha un suo stile in quanto tale, oppure dietro ad ogni stile si cela un personaggio ben preciso?

Dopo ben 10 anni di osservazione, tiro qualche somma e condivido tutto quello che penso sui miei compagni di viaggio quotidiano verso la capitale…su moda&modi di 1 milione di persone.